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14 Ott 2026

Al Parlamentarium di Bruxelles la mostra “Alcide De Gasperi, una vita per immagini”

Fino al 15 gennaio 2027 il Parlamentarium di Bruxelles ospiterà la mostra “Alcide De Gasperi, una vita per immagini”, un omaggio all’uomo, allo statista e al suo progetto di sviluppo del processo democratico europeo. La mostra è stata organizzata della presidenza del Consiglio della Provincia autonoma di Trento, con la collaborazione della Fondazione Museo storico del Trentino e della Fondazione trentina Alcide De Gasperi. L’iniziativa – che cade nella ricorrenza degli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e dell’Accordo De Gasperi/Gruber – gode del patrocinio dell’Euregio. Si tratta di una sintesi delle mostre degasperiane tematiche proposte a palazzo Trentini di Trento dal 2024 a oggi, ora proiettata su scala europea e nella sede Ue che riconosce ed omaggia De Gasperi come uno dei padri dell’Unione stessa. L’esposizione in territorio belga raccoglie 43 immagini che raccontano i tratti salienti della vita politica e privata dello statista. All’inaugurazione, martedì 13 ottobre, erano presenti una ventina di consiglieri provinciali, l’assessore provinciale Simone Marchiori, numerosi eurodeputati e la nipote di De Gasperi Francesca Romana Castelli e il presidente del Landtag Tirolo Jacob Wolf. Ha presenziato anche la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna. In un suo articolo intitolato “L’Europa in crisi”, apparso sul “Il Trentino” nel 1913, quindi alla vigilia della Grande Guerra, lo statista espresse un’analisi lucidissima e ancora attuale della realtà: “Avevamo avuto un lungo periodo di pace e di ricostituzione civile. Per quasi cinquant’anni ogni sforzo nazionale parve concentrarsi nell’intensificare e nel migliorare la vita sociale. Ritorniamo dunque proprio indietro? All’epoca sociale seguirà proprio un’era imperialista e nazionalista? Troppi fatti si ripetono quotidianamente perché tale domanda non si presenti spontanea. È come se ad un tratto fosse venuta meno in tutti la fede nelle convenzioni, nei trattati, nella forza del diritto ed ognuno avesse sentito il bisogno di tapparsi in casa rinserrandovisi con il catenaccio e barricandosi ad ogni apertura. Ci sentiamo più che mai stranieri gli uni agli altri…”. (ANSA).