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09 Ott 2026

In Alto Adige “le opportunità di lavoro si scontrano con costi abitativi elevati”

 “Il patrimonio immobiliare in Alto Adige è ampio, con 303.000 alloggi registrati al catasto a fronte di 240.800 nuclei familiari, ma è disponibile solo in parte”, per via dell’utilizzo turistico o altre ragioni alla base della mancata disponibilità di alloggi. Lo ha detto il direttore della Ripartizione Edilizia abitativa, Stefan Walder, che ha illustrato ai membri della Commissione provinciale per l’impiego l’attuazione della Riforma Abitare e lo stato di avanzamento delle misure a favore di alloggi a prezzi accessibili. Con la Riforma Abitare 2025, secondo Walder, sono state avviate misure volte a rendere disponibile il patrimonio immobiliare esistente, ad ampliare l’offerta di alloggi in affitto e a promuovere maggiormente l’acquisto della prima casa. Un ulteriore obiettivo è l’attivazione del fondo di garanzia come incentivo per l’affitto di appartamenti attualmente sfitti. “Il mercato del lavoro altoatesino sta attualmente crescendo soprattutto grazie alla manodopera non residente e straniera. Per quanto riguarda l’alloggio, ciò significa che le offerte abitative e ricettive per le nuove forze lavoro in arrivo stanno acquisendo sempre più importanza, sia su base temporanea che permanente”, spiega Walder. La problematica in Alto Adige consiste attualmente nel fatto che le buone opportunità di lavoro si scontrano con costi abitativi elevati. “La complessa tematica dell’alloggio evidenzia che serve un impegno interdipartimentale per riuscire a trattenere o attirare nuove persone verso il nostro mercato del lavoro”, ha sottolineato l’assessora al Lavoro Magdalena Amhof. Per questo motivo – ha spiegato – si sta attualmente lavorando a un documento programmatico che contenga approcci volti a garantire in modo sistematico la presenza di lavoratrici e lavoratori qualificati e che coinvolga i diversi attori all’interno e all’esterno dell’Amministrazione provinciale. (ANSA).