
Le temperature estreme dell’estate appena conclusa hanno messo a dura prova i lavoratori altoatesini, in particolare nel settore agricolo e nell’edilizia. Le misure di prevenzione hanno permesso comunque di contrastare, in parte, questi rischi. “Quello che ci ha sorpreso nell’indagine” afferma il direttore Ipl Stefan Perini “è la scarsa consapevolezza e formazione dei lavoratori sui nuovi pericoli legati al caldo e sulle strategie per contrastarli.” Un lavoratore su tre riferisce che il caldo estremo abbia influito in modo forte sul suo benessere, principalmente sul luogo di lavoro (36%) e negli spostamenti da e verso casa (37%). A essere colpiti in modo particolare sono i dipendenti del settore dell’agricoltura: la maggior parte afferma di averne subito gli effetti in modo piuttosto o molto marcato (valutazione uguale o superiore a 7 su una scala da 0 “poco” a 10 “molto”) sul posto di lavoro (81%) e nel tragitto (62%). Anche nel settore dell’edilizia l’influenza è stata notevole (51% e 47%), mentre i lavoratori del settore manifatturiero e dei servizi non ritengono che gli effetti siano stati così determinanti. Il settore agricolo spicca per le percentuali di lavoratori che ritengono che il caldo abbia pesato molto sulla loro produttività (69%), sulla loro capacità di concentrazione (79%), oltre che sul rischio di infortuni (60%). Anche tra i dipendenti nel campo dell’edilizia, il rischio di infortunio è percepito in maniera più pronunciata da un lavoratore su tre. (ANSA).