Oggi si festeggia la Madonn di Pompei, la sua devozione si sviluppa per mano di Bartolo Longo, che da anticlericale divenne un vero e proprio apostolo della devozione alla Vergine.
Grazie all’aiuto di un amico che lo aveva convinto a farsi seguire dal domenicano Padre Radente, l’uomo ben presto si aggregò all’ordine terziario di San Domenico. Dopo aver lasciato la professione di avvocato, Bartolo si dedicò a tante opere di misericordia verso poveri e bisognosi e divenne precettore dei figli di una contessa che nel 1864 era rimasta vedova giovanissima. Tale amicizia tuttavia diede luogo a parecchie maldicenze, per cui dopo un’udienza da Papa Leone XIII, i due nel 1885 decisero di sposarsi, con il proposito però di vivere come buoni amici, in amore fraterno, come avevano fatto fino ad allora.
La contessa De Fusco era proprietaria di terreni ed abitazioni nel territorio di Pompei e Bartolo Longo come amministratore si recava spesso nella Valle; vedendo l’ignoranza religiosa in cui vivevano i contadini sparsi nelle campagne, prese ad insegnare loro il catechismo, a pregare e specialmente a recitare il rosario. Una pia suora Maria Concetta de Litala, gli donò una vecchia tela molto rovinata che raffigurava la Madonna del Rosario; restaurata alla meglio, Bartolo Longo decise di portarla nella Valle di Pompei.
Il 13 febbraio 1876, il quadro venne esposto nella piccola chiesetta parrocchiale, da quel giorno la Madonna elargì con abbondanza grazie e miracoli; la folla di pellegrini e devoti aumentò a tal punto che si rendeva necessario costruire una chiesa più grande. Bartolo Longo su consiglio del vescovo di Nola, iniziò il 9 maggio 1876 la costruzione del tempio che terminò nel 1887. Il quadro della Madonna, dopo essere stato opportunamente restaurato, venne sistemato su un trono; l’immagine poi verrà anche incoronata con un diadema d’oro, ornato da più di 700 pietre preziose, benedetto da papa Leone XII.
Il rito, semplice e potentissimo, ancora oggi consiste nello spostamento del Quadro dell’altare maggiore fino al presbiterio, così da permettere a tutti i fedeli di avvicinarsi, pregare e toccare — quasi con una “carezza” — l’immagine della Madonna. «Così Maria scende tra i suoi figli», spiega il Santuario. Un gesto che racchiude secoli di fede popolare e che rappresenta uno dei momenti più emozionanti della vita religiosa pompeiana.