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05 Ago 2026

I cambiamenti climatici modificano le aree di distribuzione delle farfalle

In tutti i continenti, le specie di farfalle stanno cambiando le aree di distribuzione in misura finora sottovalutata. È quanto emerge da uno studio internazionale che ha analizzato oltre 6.100 cambiamenti documentati nelle aree di distribuzione di 1.758 specie. Sessantotto esperti ed esperte, tra cui il biologo Elia Guariento di Eurac Research, hanno contribuito con le loro osservazioni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Nature Ecology & Evolution”. “In Alto Adige e più in generale nella regione alpina, dove le temperature si stanno alzando rapidamente, notiamo chiaramente che alcune specie si stanno insediando a quote più elevate e nuove specie si stanno diffondendo”, spiega Guariento, che da quasi dieci anni conduce censimenti sulle farfalle in Austria e in Alto Adige – in Alto Adige, dal 2019, in modo sistematico nell’ambito del monitoraggio sulla biodiversità. “Negli ultimi anni abbiamo individuato diverse specie a quote alle quali non ce le aspettavamo, ad esempio la farfalla Apollo. Questa ricerca conferma che si tratta di un fenomeno evidente anche a livello globale”. I dati documentano soprattutto l’estensione degli areali di distribuzione perché questo aspetto del cambiamento è il più semplice da dimostrare, spiega Guariento: “Se in una zona compare una specie che prima non era mai stata osservata, lo si registra rapidamente. Quando invece le specie diminuiscono perché non trovano più le condizioni adeguate, o addirittura scompaiono, ci vuole più tempo per confermarlo”. Lo studio – il più ampio mai condotto nel suo genere – ha analizzato anche le cause di questi cambiamenti. L’espansione degli areali di distribuzione e la migrazione verso quote più elevate sono legate soprattutto al riscaldamento climatico e agli eventi meteorologici estremi. Quando invece gli areali di distribuzione si riducono, spesso giocano un ruolo importante i cambiamenti nell’uso del suolo, come l’intensificazione dell’agricoltura o la perdita di zone umide.

(ANSA).