
Più di mille volontari, tra cacciatori e agricoltori, sono impegnati in questi giorni in Alto Adige per salvare migliaia di piccoli di capriolo prima del taglio dell’erba nei prati. L’operazione, che si svolge alle prime luci dell’alba, mira a evitare che i cuccioli – che nei primi giorni di vita rimangono immobili e mimetizzati al suolo come strategia di difesa – vengano investiti e uccisi dalle falciatrici meccaniche. Nel 2025 questa mobilitazione ha permesso di trarre in salvo oltre 2.300 esemplari. L’alleato fondamentale dei soccorritori è la tecnologia: vengono infatti utilizzati droni dotati di termocamere per individuare il calore corporeo dei cuccioli nell’erba alta. Una volta localizzati, i caprioletti vengono protetti temporaneamente in ceste ventilate e liberati subito dopo lo sfalcio, per essere riaffidati alle madri. A partire da quest’anno, la flotta aerea si arricchirà di 33 nuovi droni (dal costo di circa 8.000 euro l’uno). Sul fronte istituzionale, oltre alla nascita della ‘Rete per il salvataggio dei caprioletti’ che unisce agricoltori, cacciatori e ambientalisti, il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato all’unanimità una mozione per finanziare in futuro l’acquisto di questi dispositivi a tutela della fauna selvatica. (ANSA).