
Interpreta il design del Trentino alla luce del gioco come metodo progettuale la mostra ‘Sciscioré – Il gioco come gesto alpino’, a cura di Anna Quinz e organizzata da franzLAB, in programma all’ADI Design Museum di Milano dal 22 maggio al 28 giugno 2026. “Sciscioré”, parola che in Val Badia indica il gioco delle biglie, presenta oltre cento oggetti – artigianali e della tradizione, icone del design, prodotti industrializzati e prototipi – progettati da settanta tra designer, studi, aziende e artigiani legati al territorio e declinati in materiali diversi, dal legno alla plastica, dal tessuto ai metalli, dal vetro al sughero alla ceramica. Ogni sezione esplora un tema: animali, natura e figure come fonte d’ispirazione; la montagna e le tradizioni alpine come terreni di sperimentazione; cerchi, biglie, trottole e girotondi come archetipi del gioco; incastri, assemblaggi ed esperimenti di equilibrio come primigenia forma di progettazione; la cameretta come spazio domestico ed espressivo dei più piccoli. Il percorso si configura come un playground, lungo il quale si incontrano maestri del progetto come Luciano Baldessari ed Ettore Sottsass Jr., designer contemporanei come Martino Gamper e Luca Boscardin, e una nuova generazione di progettisti legati al territorio per nascita o per scelta, come lo spagnolo Ignacio Merino e la libanese Beatrice Harb. Ma anche artigiani, figure a cavallo con il mondo dell’arte, come Paul Thuile, o al confine con il collectible design, come lo studio Sagaría. Accanto agli oggetti della tradizione – maschere da Krampus e giocattoli veri e propri – icone del design come la lampada Gatto di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos (1960) o la sedia Myto di Konstantin Grcic per Plank (2008), ma anche oggetti appena entrati in produzione come la lampada Ada di Marco Dessí per Lobmeyr (2025) e prototipi.
(ANSA).