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27 Apr 2026

Il parroco di Merano con la kippah contro l’antisemitismo

Per una settimana ha portato la kippah, il tradizionale copricapo indossato dagli ebrei in segno di rispetto verso Dio. È il modo con cui don Mario Gretter, decano a Merano e parroco a Santo Spirito, ha voluto lanciare un segnale contro “l’ondata di antisemitismo”. L’ha deciso, ha spiegato il sacerdote al quotidiano Alto Adige, “quando ho letto di quell’uomo aggredito con calci e pugni perché indossava la kippah”. È successo meno di una settimana fa, a Roma, e, da allora, don Gretter ha portato la kippah tutti i giorni, anche per celebrare la messa. “Oggi, in Italia, ma non solo, mentre noi possiamo portare la nostra croce, gli ebrei ormai si trovano nella condizione di non poter più mostrarsi per quello che sono” e devono “nascondere la loro fede”, sottolinea il sacerdote che è stato promotore della commissione per il dialogo interreligioso della diocesi, ha guidato la parrocchia del Duomo di Bolzano e si è impegnato per la realizzazione del “Giardino delle religioni” che sorge lungo l’Isarco, nel capoluogo altoatesino. “Il mio gesto vuole avere anche un significato civile – ha spiegato don Mario – Non possiamo accettare di non poter esprimere le nostre idee per il timore che qualcuno ce lo possa impedire”. “Mi torna in mente una mia permanenza in Egitto, anni fa – ha raccontato ancora don Gretter – Giravamo insieme ad alcuni fratelli francescani che indossavano il loro saio e siamo stati aggrediti. Non è finita male perché si era in mezzo alla strada. Ho capito cosa significa essere nelle condizioni di nascondere le proprie convinzioni e anche le proprie idee”.

(ANSA).