
Una medaglia era l’obiettivo, due il sogno. Federico Pellegrino, che lascerà con due argenti e due bronzi, e Elia Barp hanno lo hanno trasformato in realtà allo stadio del fondo di Lago di Tesero, in val di Fiemme, dove sono stati assegnati gli ultimi titoli a squadre dello sci nordico di questi giochi invernali Milano Cortina, chiudendo al terzo posto la sprint. Johannes Klaebo, l’imperatore norvegese dell’ultima salita dell’impianto intitolato a Fabio Canal, ha centrato il quinto oro personale in questa rassegna a cinque cerchi (dieci finora, un primato nelle competizioni invernali, ma insegue l’undicesimo, sabato), il decimo della nazionale scandinava in Trentino in questa olimpiade e il 15/o in assoluto di Milano Cortina. Ma il ‘turbofondista’ è di un altro pianeta. L’Italia è rimasta con i piedi per terra dopo le prime gare e ha cominciato a gioire dopo il bronzo nella staffetta dell’altro giorno, balzando di nuovo sul podio con una medaglia dello stesso metallo. Uno dei due cui poteva aspirare, a meno di due secondi da un difficile argento andato agli Stati Uniti. “Il pubblico ci ha dato una spinta in più”, dice Pellegrino. “Il piano A l’avevano già realizzato, abbiamo completato il B, nonostante le cose che possono andare storte in una gara a quattro sono di più. Ma anche questo formato della sprint poteva creare problemi”, aggiunge. Circa un possibile prolungamento della carriera, poiché i prossimi giochi invernali sono in Francia, sorride: “Andrò a fare tanto tifo – promette – Due medaglie, la prima di sempre nella staffetta sprint, ce la siamo portate a casa ed è motivo di grande soddisfazione”. Non è ancora chiaro se Pellegrino prenderà parte alla 50 km di sabato: “In questo momento ho malissimo (aveva rimediato una tendinite nello skiathlon, ndr), ma vorrei partecipare per ringraziare il pubblico che mi ha seguito per tanto tempo”. “Con questa medaglia posso chiudere la carriera in pace”, conclude. Grande gioia anche per Barp, di 12 anni più giovane (23 contro 35), che confessa di non aver sperato di vincere due medaglie olimpiche: “Sapevamo di potercela fare – spiega a proposito della seconda – perché sulla carta siamo tra le squadre più forti in questa disciplina, ma è sempre difficile portarla a casa. Per me, quella di oggi è stata una delle migliori giornate e sono quasi sempre riuscito a dare il cambio lontano dai problemi”. Poi l’omaggio al campione: “Federico è un punto di riferimento non da poco – sintetizza – E’ più difficile crescere senza uno come lui, con il quale adesso ho anche condiviso due podi”. Al suo ultimo grande evento, il valdostano aveva già lasciato intendere di aver ‘resistito’ in questi anni per consentire ai giovani di maturare e riportare l’Italfondo ai fasti di un tempo. Sul podio femminile sono salite Svezia, Svizzera e Germania con l’Italia ottava. “E’ stata una bella gara e non si deve guardare solo al risultato – spiega Caterina Ganz – Oggi non stavo molto bene, ma ho dato, abbiamo dato, tutto quello che potevo e potevamo. Ci aspettavamo qualcosa in più, ma va bene così. Non so ancora se farò al 50 km”. Iris De Martin Pinter, l’altra frazionista, è già certa di non competere sulla lunga distanza: “Non puoi fare per la prima volta una gara su questa distanza alle Olimpiadi – riflette – Già essere qui è ‘tanta roba’, ma qualcosa di più me lo aspettavo”.
(ANSA).