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03 Feb 2026

XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata

Durante la suggestiva celebrazione , presieduta da papa Leone XIV, della Santa Messa per la Festa della Presentazione del Signore, la basilica vaticana è colma oltre da diversi pellegrini, soprattutto da donne e uomini dei più svariati ordini religiosi. Una celebrazione di luce, sottolineata dalla processione con le candele in mano al popolo di Dio: “Luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”. A condurre la processione dall’esterno della basilica, dal portico d’ingresso, procedendo attraversando il corridoio centrale, verso l’altare maggiore è il Santo Padre. La basilica è in penombra, “in attesa” della Luce di Cristo. Un quadro suggestivo sottolineato anche dalla bellissima scenografia di fiori che aggiungono le quattro colonne del baldacchino del Bernini. Durante l’Omelia Papa Leone XIV si sofferma sul Vangelo di Luca, in quella pagina in cui Gesù è riconosciuto e annunciato come il Messia da Simeone e Anna. Un episodio evangelico che sottolinea “l’incontro tra due movimenti d’amore: quello di Dio che viene a salvare l’uomo e quello dell’uomo che attende con fede vigile la sua venuta”.

Un Gesù che si presenta figlio di una famiglia di “poveri” (così dice papa Leone XIV). Questo ha un senso per il pontefice: si offre “a noi nel pieno rispetto della nostra libertà e nella piena condivisione della nostra povertà. Nel suo agire non c’è infatti nulla di costringente, ma solo la potenza disarmante della sua disarmata gratuità”. Da parte dell’uomo, di contro, nei due personaggi di Simeone e Anna troviamo “l’attesa del popolo d’Israele”. Ed è così che Cristo rappresenta la luce, “lampada al mondo” e l’Infinito “si dona al finito, in un modo così umile da passare quasi inosservato”. Ricorda, poi, la giornata di oggi in cui viene celebrata la XXX Giornata della Vita Consacrata. E proprio ai cosacrati che si rivolge papa Leone XIV: “La Chiesa vi chiede di essere profeti: messaggeri e messaggere che annunciano la presenza del Signore e ne preparano la via” esorta il pontefice. Così come li esortano a “svuotarsi” per il Signore, per divenire – citando il Malachia – “bracieri per il fuoco del Fonditore e vasi per la lisciva del Lavandaio”.

Una particolare attenzione, papa Leone XIV la rivolge alla preghiera del vecchio Simeone: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza». Una frase che “insegna l’inseparabilità tra la cura più autentica per le realtà terrene e la speranza amorosa in quelle eterne, scelte già in questa vita come fine ultimo ed esclusivo, capace di illuminare tutto il resto” ricorda papa Leone XIV. Simeone – sottolinea il pontefice – “ha visto in Gesù la salvezza ed è libero davanti alla vita e alla morte”. Così deve essere un religioso: con i piedi “ben piantati a terra, ma al tempo stesso costantemente rivolti ai beni eterni”.

(ACI Stampa)