
“Sebbene sia nella top five della classifica nazionale delle regioni più attrattive per enoturismo, dietro a Toscana, Piemonte e Veneto e davanti al Friuli Venezia Giulia, il Trentino non ha ancora puntato al massimo sulla comunicazione dell’enogastronomia quale prodotto identitario del territorio”. Lo riferisce Progetto turismo che oggi a Riva del Garda nell’ambito della 50/a edizione di Hospitality – Il Salone dell’accoglienza ha presentato uno studio comparativo sul settore nell’ambito di “Spazio vignaiolo”. “L’analisi del livello di completezza della presentazione dei prodotti enogastronomici nei 12 portali di ambito fotografa presenta un quadro disomogeneo – spiega Stefania Conti, analista di Progetto turismo – Nella media finale, il comparto raggiunge il 67% della declinazione narrativa dei prodotti identitari, cioè strettamente legati a caratteristiche uniche e distintive del territorio e dunque non replicabili in altri contesti. Se natura e territorio con l’86% la fanno da padroni nelle presentazioni, la frequenza di citazione dell’enogastronomia nei prodotti identitari per macro categoria raggiunge solo il 9%. Media che si abbassa all’8% quando si fa riferimento ai prodotti trasversali, quindi non direttamente legati all’identità della destinazione”. Più in generale, con 15 milioni di appassionati il mercato dell’enoturismo è in crescita: è un comparto che muove 15 milioni all’anno di turisti di cui il 58,4 per cento dall’Italia e il 13% dagli Stati Uniti. Dal punto di vista della spesa, significano 400 euro in media per esperienza che si concentra in particolare nei weekend di maggio, agosto e ottobre. (ANSA).