
È stata posta stamattina una pietra d’inciampo per Leopold Goetz davanti all’ingresso dell’Università di Padova. Alla cerimonia ha partecipato la rettrice Daniela Mapelli. Goetz nacque a Merano il 5 marzo 1919. Nell’anno accademico 1937-38 si iscrisse all’Università di Padova alla facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali. A seguito delle leggi razziali del 1938 fu schedato come appartenente alla “razza ebraica” ma, non essendo matricola, riuscì a proseguire gli studi fino a laurearsi il 30 giugno 1941 con 110 e lode. Dopo l’8 settembre 1943 a Merano (Bolzano) furono arrestati dalla Gestapo lo zio Moritz e sua moglie Emma, deportati e uccisi. Leopold fu arrestato a Padova dalle SS il 21 settembre 1944 presso la casa di cura “Villa Salutare” ad Altichiero, dove lavorava con il falso nome di dottor Poldi. L’8 ottobre 1944 è portato a Verona, poi condotto nel campo di Bolzano. Il 24 ottobre 1944 fu deportato ad Auschwitz nel “convoglio 18”. Arrivò ad Auschwitz il 28 ottobre 1944 e morì in data ignota. Le pietre d’inciampo, ha dichiarato la rettrice Daniela Mapelli, “ci sottraggono alla distanza astratta dei grandi numeri e restituiscono alla storia il volto delle persone”. In questo senso “ricordare Leopold Goetz oggi non significa soltanto restituire un nome e una storia a chi ne è stato privato. Significa riconoscere come le università, le scuole, le città – luoghi di sapere, di confronto, di crescita – non siano mai spazi neutri, ma riflettano le scelte e i valori di una società”. L’Università di Padova ha posato la prima pietra d’inciampo nel 2018, primo Ateneo in Europa a farlo, ricordando due professori e quattro studenti ebrei vittime delle leggi razziali e dei campi di sterminio. Nel 2022 è seguita la settima pietra per lo studente Desiderio Milch. Quella di oggi è l’ottava. (ANSA).