
Con una sentenza del giudice Giorgio Flaim, il Tribunale del lavoro di Trento ha condannato Trenitalia al pagamento di quasi 148.000 euro, ossia le indennità in ferie maturate fra il 2017 e il 2023 che spettano a nove tra macchinisti e capitreno seguiti dalla Filt Cgil con il patrocinio dell’avvocato Giovanni Guarini. In una nota, il sindacato chiarisce che “è stato riconosciuto il diritto di questi addetti al conteggio della retribuzione spettante per i giorni di ferie delle indennità di utilizzazione professionale fino ad oggi pagata forfettariamente nelle misure di 4,50 euro per i capotreno e di 12,80 per i macchinisti e dell’indennità di assenza dalla residenza, fino ad oggi esclusa dal computo della retribuzione durante i periodi di ferie”. La cifra complessiva è di 147.884 euro. Il giudice del lavoro, sulla base di quanto previsto dalla Direttiva europea n.2003/88 su alcuni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro e di alcune decisioni della Corte di cassazione, “ha stabilito che ognuno dei due emolumenti rientra nella retribuzione ordinaria, che i lavoratori hanno diritto di percepire durante i periodi di ferie annuali previsti dalla direttiva stessa”. Si tratta, ha spiegato Franco Pinna, segretario provinciale della Filt Cgil, “della prima sentenza di questo tipo sul nostro territorio. È significativo che sia stato riconosciuto il principio in base al quale il mancato riconoscimento delle indennità e il conseguente danno retributivo potrebbe limitare il godimento delle ferie. Auspichiamo adesso che possa trovare chiara applicazione anche nella parte normativa del contratto come già avviene per il trasporto pubblico locale”. (ANSA).