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23 Gen 2026

Allarme Bauerbund, 600 specie invasive minacciano agricoltura e biodiversità

Il cambiamento climatico e l’aumento del traffico internazionale di merci e persone legato alla globalizzazione sono, secondo Daniel Gasser, presidente provinciale dell’Unione agricoltori e coltivatori diretti Sudtirolesi/Südtiroler Bauernbund, la ragione dell’aumento delle specie invasive che “esercitano una forte pressione su agricoltura e biodiversità”. I danni stimati dagli esperti in Europa, agricoltura inclusa, raggiungono i 116 miliardi l’anno, contro i 20 contabilizzati nel 2008. La sola cimice asiatica ne ha causati per circa 350 milioni di euro in appena un anno nel nord Italia. In una nota, il sodalizio chiarisce che la conferma delle preoccupazioni segnalate da anni “sulla base dell’esperienza pratica” arriva dai dati più recenti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). “In Italia – spiega Gasserc – sono attualmente censite circa 3.800 specie alloctone, comunemente definite ‘aliene’. Di queste, circa 600 sono considerate invasive, si diffondono cioè rapidamente e causano danni significativi e documentati all’agricoltura. Anche la biodiversità è in pericolo”. Per il Bauerbund sono necessari “un approccio coordinato, una prevenzione rigorosa, un sistema di rilevamento precoce efficiente e un’efficace difesa delle colture”, perché mentre negli anni ’70 venivano introdotte in media solo sei nuove specie all’anno, attualmente il numero è salito a circa 25. “Sono fondamentali segnalazioni tempestive, un sistema di rilevamento precoce efficiente e competenze chiaramente definite”, insiste Siegfried Rinner, direttore dell’Unione, citando sia il Centro di sperimentazione Laimburg sia la Libera università di Bolzano quali strutture di ricerca da coinvolgere nel sistema di prevenzione. (ANSA)