
La parità di genere è lontana anche in televisione, come dimostrano i dati trentini della rilevazione inserita nel programma Glocal media monitoring project, promosso nel 1995 in linea con gli obiettivi della Conferenza mondiale delle donne di Pechino, con il quale quello dei media era stato individuato come un ambito strategico per la promozione dell’uguaglianza di genere. Il Corecom della provincia di Trento ha aderito alla rilevazione del 2025 contribuendo ad un’analisi comparata su scala nazionale e globale. La giornata monitorata, il 6 maggio 2025, ha preso in esame 13 testate televisive e 294 notizie. In Trentino, su 414 persone presenti nei servizi analizzati, il 31% erano donne. Il dato, è stato osservato nel convegno “Oltre lo schermo: raccontare il Trentino con occhi di donna” ospitato a palazzo Trentini, “evidenzia una sottorappresentazione femminile, ma che risulta comunque migliore rispetto alla media nazionale e internazionale. Le donne risultano più spesso protagoniste di racconti legati all’esperienza personale, mentre sono meno presenti come esperte, portavoce o decisori”. Mariangela Franch, docente universitaria, ha sottolineato come il problema non sia la mancanza di competenze femminili, ma l’accesso alle posizioni apicali. Marilena Guerra, giornalista e presidente della Commissione pari opportunità, in riferimento a possibili cambiamenti al vigente sistema elettorale, ha ufficializzato la contrarietà della Commissione alla modifica della doppia preferenza di genere perché potrebbe concorrere a peggiorare la situazione della rappresentanza femminile. (ANSA)