
I lavori del bypass ferroviario di Trento e le “terre contaminate”, come vengono definite nel documento, sono diventati oggetto di una nuova interrogazione depositata da Enrico Cappelletti del del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati. Il documento ha il numero 4-06774, è rivolto ai ministri dell’Ambiente Pichetto Fratin e delle Infrastrutture Salvini e prevede una risposta scritta. L’atto, informa il parlamentare, “nasce dalle gravi criticità emerse nella documentazione approvata dalla Commissione tecnica Pnrr-Pniec, che nel novembre 2025 ha dato il via libera all’aggiornamento del Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo (Put) relativo al lotto 3A dell’opera”. Il Movimento chiarisce che le criticità sono state portate all’attenzione pubblica “anche da una lettera aperta dello storico attivista Elio Bonfanti, che segnala omissioni, incongruenze e informazioni fuorvianti su aree altamente contaminate e sottoposte a sequestro giudiziario”. Cappelletti chiede al governo se “sia a conoscenza del fatto che alcune aree individuate come siti di deposito temporaneo dei materiali di scavo ricadono nel Sin di Trento Nord, un’area già pesantemente compromessa dall’inquinamento industriale e ancora oggetto di bonifiche”. Il parlamentare solleva anche “la questione dei rischi legati all’uso delle idrofrese in contesti con falde contaminate, una scelta che potrebbe favorire la migrazione degli inquinanti e aggravare l’esposizione della popolazione”. Con questa seconda interrogazione sulle gestione delle terre di scavo (la prima è ancora in attesa di risposte sulla destinazione dei materiali del sito in val Vanni), il Movimento scrive di essersi fatto “portavoce delle richieste dei comitati civici e dei cittadini, che da mesi chiedono trasparenza, accesso alle informazioni e garanzie reali per la tutela della salute pubblica, non semplici dichiarazioni formali”. (ANSA).