
La redazione della testata giornalistica regionale Rai di Trento è vicina alla dipendente dell’Azienda sanitaria trentina, delegata della Cisl Fp Trentino, sottoposta a procedimento disciplinare perché ritenuta responsabile di aver rilasciato un’intervista al telegiornale regionale. L’intervista in questione era stata rilasciata da un professionista sanitario sotto anonimato, ripreso di spalle e con la voce camuffata digitalmente. Nonostante questo, l’Azienda sanitaria ritiene di essere riuscita a risalire all’identità dell’intervistato, identificandolo con la professionista posta sotto procedimento disciplinare”, afferma il cdr. “Riteniamo – prosegue la nota – l’episodio molto grave, soprattutto in relazione alle affermazioni della persona intervistata, che si limitava a segnalare carenze di personale nel pronto soccorso e l’utilizzo di apparecchiature vetuste. Come giornalisti del servizio pubblico crediamo sia fondamentale la diffusione di notizie di interesse pubblico sulla qualità della sanità e dei servizi erogati”. “Riteniamo anche fondamentale la tutela delle fonti che richiedono l’anonimato. Avviare un’indagine per cercare di risalire all’identità della persona intervistata con l’obiettivo di un procedimento disciplinare è un’azione che deteriora i rapporti tra pubblica amministrazione e informazione, e nuoce alla fiducia dei cittadini in entrambe”, conclude la nota. (ANSA).