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13 Gen 2026

Freddo e dormitori straordinari, Verdi, Sinistra e Campobase sollecitano la Provincia

Il freddo è un’emergenza e la chiusura dei dormitori straordinari a Trento riporta in strada 200 persone: a lanciare l’allarme sono la consigliera provinciale Lucia Coppola e quella comunale Renata Attolini dell’Alleanza Verdi e Sinistra e Campobase. In un comunicato, Coppola chiede interventi “strutturali e una revisione urgente dei criteri del ‘piano freddo'” che evidenzia “in modo drammatico tutte le fragilità di un sistema di accoglienza basato su logiche emergenziali e su parametri climatici rigidi, che poco hanno a che fare con le condizioni reali di chi è costretto a dormire all’aperto”. “Una città come Trento non può rassegnarsi ad avere centinaia di persone senza tetto, tanto meno nel cuore dell’inverno”, lamenta Coppola. “È ora di pretendere che l’amministrazione tutta si prenda cura della situazione dei senza tetto e dei migranti realizzando un sistema di accoglienza che non sia il susseguirsi di interventi temporanei”, ammonisce Attolini. Per la consigliera comunale occorrono “mappature delle presenze di senza tetto in città” e “soluzioni che vadano dai posti letto di emergenza e prima accoglienza ad una rete di ostelli e appartamenti a prezzo calmierato per famiglie e lavoratori a basso reddito”. Per Campobase è necessario “fare tutto il possibile per evitare che le persone dormano all’aperto”, una priorità che “dovrebbe essere priorità condivisa da tutte le istituzioni”. Lasciarle per strada, insiste il movimento, “risulta incomprensibile e inaccettabile, e non può essere giustificato né sul piano tecnico né su quello politico”. “Ancora più incomprensibile – si legge in una nota – è che questa situazione sia il risultato di una applicazione rigida e burocratica delle regole”. Ma mentre secondo Campo base i comuni “cercano di rispondere con gli strumenti e le risorse limitate di cui dispongono, la Provincia continua a sottrarsi al proprio ruolo”. La Provincia, chiarisce la nota, “ha competenze dirette in materia di accoglienza, politiche sociali, emergenze abitative, coordinamento del sistema di protezione e integrazione dei richiedenti asilo, programmazione delle risorse e supporto agli enti locali”. Campobase rileva che “la maggior parte delle persone escluse dai ripari di emergenza sono richiedenti asilo internazionale: non è un caso. È l’effetto di una scelta politica”. “Lasciare persone al gelo non è una fatalità: è una scelta politica. Ed è una scelta che va cambiata”, conclude Campobase, che “ritiene questa linea grave e irresponsabile”. (ANSA)