
Il pontefice, nella sua meditazione che precede la recita della preghiera mariana di mezzoggiorno, ha subito concentrato la sua attenzione sulla chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, il prossimo 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Con questa chiusura – dice il pontefice – “concluderemo il Giubileo della speranza, e proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l’incarnazione di Dio”.
“Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile ea esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana” conclude papa Leone XIV.
(ACI Stampa)