
Un Alto Adige all’insegna dell’equità sociale e dell’inclusione, “raccogliendo quanto seminato negli ultimi anni”. E’ questo l’obiettivo del governatore Arno Kompatscher per i suoi ultimi tre anni alla guida della Provincia autonoma. Paragonando il suo mandato ad una maratona ha precisato che gli mancano “gli ultimi dieci chilometri decisivi”. “In tre anni può succedere di tutto”, ha aggiunto ricordando gli anni della pandemia. Il 54enne vede il suo futuro “non necessariamente nella politica”, anche se non lo esclude categoricamente, ma eventualmente nelle relazioni internazionali. Nella conferenza stampa di fine anno, il presidente della Provincia di Bolzano si è detto soddisfatto dell’iter della riforma dell’Autonomia. “Il 20 e 21 gennaio il testo approderà al Senato”, ha annunciato, auspicando una larga maggioranza, come avvenuto alla Camera. Poi il testo sarà inviato a Vienna, “rimarcando così l’ancoraggio internazionale della nostra autonomia”. Nel 2026 ricorrerà l’80/o anniversario dell’Accordo di Parigi che sancì il passaggio dell’Alto Adige all’Italia. Kompatscher ha auspicato che nel 2026 sarà definitivamente approvata la riforma dell’Autonomia. Per quanto riguarda il lavoro della Giunta ‘Kompatscher ter’ nel 2025, ha invece evidenziato l’impegno contro il carocasa, con incentivi pubblici per la realizzazione di alloggi accessibili e la lotta contro l’uso turistico smisurato e per più controlli degli appartamenti convenzionati. Il governatore ha anche ricordato i provvedimenti contro il carovita e per un adeguamento degli stipendi all’inflazione. “Dobbiamo premiare ancora di più i datori di lavoro esemplari”, ha ribadito. In riferimento al lungo braccio di ferro per il rinnovo del contratto degli insegnanti e il cosiddetto sciopero delle gite, Kompatscher ha annunciato per gennaio il ritorno al tavolo delle trattative “visti i segnali positivi arrivati dalle scuole”. I giochi olimpici 2026, secondo il governatore, non saranno solo una festa dello sport e fratellanza, ma anche un’occasione per presentare il modello altoatesino di pacifica convivenza. Interpellato dai cronisti sul cosiddetto ‘disagio degli italiani’ in Alto Adige, Kompatscher ha precisato che “la situazione è stabile”. “In una società complessa come la nostra serve un impegno costante per fare sentire tutti a loro agio”, ha aggiunto. Per quanto riguarda, invece, la fuga dei cervelli, il presidente ha invitato alla calma, riferendo che il saldo negativo è di 800 persone all’anno a causa delle offerte di lavoro che spesso arrivano direttamente nei luoghi di studio all’estero. (ANSA)