
Con 19 sì e i 12 voti contrari delle minoranze, la manovra finanziaria della Provincia autonoma di Trento più ricca di sempre è stata approvata dal Consiglio provinciale: 6,2 miliardi di euro, orientati principalmente su famiglie, politiche abitative e imprese, la manovra è stata in piccola misura arricchita da provvedimenti concordati con le minoranze dopo una lunga trattativa, su alcuni obiettivi sociali. Riconosciuto trasversalmente lo sforzo di mediazione compiuto dagli assessori Spinelli e Tonina che ha permesso di siglare nella serata di martedì un accordo fino a poche ore prima insperato. In chiusura, il presidente del Consiglio Claudio Soini ha espresso apprezzamento per l’intenso lavoro svolto da tutti e per il dibattito interessante e sempre corretto che ha portato a questo esito. Una manovra importante, approvata per ilbene della comunità trentina, ha detto. La base di partenza del gruppo composto dai partiti che si riconoscono in Alleanza Democratica Autonomista (Partito Democratico, Campobase, Alleanza Verdi e Sinistra e Casa Autonomia.eu) e da Onda, erano quindici richieste di carattere politico ed economico. Di queste ne sono state accettate nove, di cui tre impegni politici. Il primo impegno è un monitoraggio che la Provincia dovrà effettuare sulle politiche che riguardano nidi e scuole per l’infanzia entro il 2026, al termine del quale dovrà essere presentata una relazione alla Commissione consiliare competente. Il secondo è in tema di investimenti e prevede la possibilità di validare la fideiussione nel caso di revolving ed eventualmente modificare la disciplina entro il prossimo anno. Terzo, l’impegno a monitorare le discrepanze che potrebbero venirsi a creare in Apsp e Rsa per i dipendenti, in modo da poter evitare differenze che rendano meno attrattiva la professione. Per quanto riguarda la parte economica, i fondi che le minoranze sono riuscite ad ottenere, ammontano a circa 7 milioni di euro per il 2026, anche se alcune voci sono previste per i tre anni. Innanzitutto vi sono 3 milioni di euro destinati al sostegno delle imprese che fanno innovazione e ricerca sul territorio. Altro punto importante, i fondi stanziati per i congedi parentali dei padri, che ammonteranno ad 1.5 milioni di euro. 500 mila euro saranno invece destinati alla cooperazione internazionale per Gaza e 300 mila euro per i corsi di italiano per i migranti. 400 mila euro sono invece quanto stabilito per investire nello sbarrieramento dei trasporti pubblici per le persone disabili. In tema casa, infine, sono stati finanziati 200 mila euro all’anno, per dieci anni, sul conto interessi per le giovani coppie che accendono un mutuo, che si aggiungono a quanto già stanziato sul conto capitale. Il tema più spinoso, la richiesta di Onda: la richiesta era quella di equiparare, a fronte di uno squilibrio, gli obblighi formativi per i docenti della scuola professionale a quelli delle scuole statale. Degasperi si è anche interessato della dotazione finanziaria per le giovani coppie che hanno acquistato casa e che è stata cancellata con l’assestamento di bilancio e della card per gli insegnanti. (ANSA)