Dopo un momento penitenziale e l’intensa esecuzione dell’inno del Giubileo da parte del coro di San Lorenzo, il pellegrinaggio ha preso forma concreta con l’attraversamento della Porta Santa, simbolicamente decorata con rami di abete. Un gesto semplice ma carico di significato, che ha aperto un cammino non solo fisico, ma anche interiore.
La giornata, coordinata da Marco Zeni per l’associazione Ars Venandi, è proseguita con i saluti delle autorità, tra cui la sindaca di San Lorenzo Dorsino, Ilaria Rigotti, che ha incoraggiato una visione profonda e consapevole della montagna. Presente anche Sandro Flaim, presidente di UNCZA, l’associazione nazionale dei cacciatori alpini, che ha sottolineato come il Giubileo non sia solo un fatto religioso, ma un’occasione per riscoprire valori condivisi, spirituali anche nella loro dimensione laica. A ricordare l’importanza del silenzio e del cammino consapevole lo scrittore Mario Rigoni Stern, don Vittorio Cristelli e dal giornalista Diego Andreatta.
La giornata si è conclusa con un pranzo alpino al Rifugio al Cacciatore, tra calore umano e paesaggi mozzafiato allietata dai canti del coro SAT.
Crediti fotografici: Giampaolo Cappelli
(Ufficio Stampa DIocesi Tn)

