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25 Ago 2023

In Trentino 4,7 milioni di contributi per cambiare 120.00 stufe

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha formalizzato l’assegnazione alla Provincia autonoma di Trento della somma di 5 milioni di euro in esecuzione dell’accordo siglato il 21 giugno scorso per l’adozione di misure per il miglioramento della qualità dell’aria. Con le risorse messe a disposizione si prevede di incentivare con una cifra pari a 4.700.000 euro la sostituzione di dispositivi obsoleti alimentati a biomassa e, in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano e con l’autostrada A22, di destinare una cifra pari ad 300.000 euro a consolidare i buoni risultati del progetto “BrennerLec” nella gestione dinamica dei flussi di traffico e riduzione della velocità in ambito autostradale. In Trentino saranno quindi finanziati gli interventi di sostituzione di impianti obsoleti alimentati a biomassa (stufe o caldaie a legna) con altri sistemi di generazione del calore a zero emissioni o con nuovi impianti a biomassa dotati di certificazione ambientale. Gli uffici provinciali sono al lavoro per la predisposizione del bando. A fronte della stima di circa 120.000 stufe presenti sul territorio provinciale, e stimando i costi di un intervento sostitutivo in circa 6000 euro (tra impianto e canna fumaria da adeguare), l’ipotesi a cui gli uffici stanno lavorando per il bando in uscita in autunno (che sarà non retroattivo e aperto fino a esaurimento risorse) è di circa 3000 euro di incentivo su classe 4 e 4000 euro su classe 5 (oltre alla detrazione fiscale prevista dalle norme), a beneficio dei residenti nell’abitazione (proprietari o affittuari) che ospita l’impianto, con il contributo previsto per un unico intervento per unità immobiliare. “È una notizia positiva – commenta in una nota il vicepresidente Mario Tonina – che conferma quanto definito nell’accordo col Ministero e che si inserisce nell’ambito delle iniziative poste in essere per il miglioramento della qualità ambientale che vedono impegnata in particolare Appa. In Trentino in questo ambito si è rivelata però molto positiva anche la collaborazione con i consorzi Bim, la Federazione Trentina della Cooperazione e l’Associazione Artigiani”.

(ANSA).