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20 Gen 2023

Un forage ‘meranese’ in Benin per combattere tossicodipendenze

Anche un forage per l’acqua potabile può aiutare nella lotta contro le tossicodipendenze. È quanto accade a Gbedavo, villaggio a pochi chilometri da Dassa-Zoumè, in Benin. La fonte d’acqua potabile è una di quelle realizzate nell’ambito del progetto acqua 2022 del Gruppo Missionario “Un pozzo per la vita” Merano (Gmm), da poco completato, sostenuto dalla Provincia di Bolzano e da benefattori privati. È collocata presso il Centro d’accoglienza, cura e reinserimento per malati mentali e tossicodipendenti aperto dall’associazione “San Camillo de Lellis” di Gregoire Ahongbonon, “l’uomo che in Africa libera i malati di mente in catene”, come lo definisce la stampa internazionale. Lo scavo di un forage era una delle necessità più urgenti per il centro “Oasis d’Amour” che sorge in una zona non servita dalla rete idrica e i cui ospiti (si prevede di arrivare ad accogliere circa 350 pazienti) non possono uscire per rifornirsi di acqua.

Il nuovo centro dell’Associazione “San Camillo de Lellis” – con cui il Gmm, organizzazione di volontariato meranese fondata da Alpidio Balbo, collabora da anni – oltre che di malattie mentali, si occupa anche di tossicodipendenze. Nonostante la povertà e le difficoltà economiche in cui versa la popolazione del Benin, sono, infatti, sempre più numerosi i casi di giovani e meno giovani vittime delle droghe, soprattutto di quelle sintetiche, a basso costo, ma molto devastanti. La perforazione, dotata di una torre piezometrica con serbatoio da 50 m3, assicura l’acqua necessaria al fabbisogno del centro compresa l’irrigazione dei terreni la cui coltivazione costituirà una delle attività riabilitative per i pazienti. I casi di tossicodipendenza sono stati, per molti anni, trascurati ed hanno provocato patologie simili a quelle mentali. Di qui la decisione di Ahongbonon di aprire questo nuovo centro in cui, oltre alla fase iniziale di accoglienza e le successive cure specifiche, si punta al recupero attraverso il lavoro, in questo caso quello dei campi, per far riscoprire la voglia di vivere a chi ha cercato la felicità nell’illusione delle droghe.

(ANSA).