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13 Gen 2023

Occupazione in Trentino, ingressi in crescita nel 2022

Nel 2022, i settori che in Trentino hanno previsto più ingressi occupazionali sono stati i servizi turistici di alloggio e ristorazione (con 30.140 nuovi potenziali assunti), seguiti dal commercio al dettaglio, all’ingrosso e riparazione di autoveicoli e motocicli (7.790), dalla sanità, dall’assistenza sociale e dai servizi sanitari privati (5.610), dalle costruzioni (5.370) e dai servizi alle imprese (4.820). È quanto emerge dall’indagine annuale del “Progetto Excelsior”, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del lavoro, l’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal) e l’Unione europea. Gli addetti alla ristorazione sono state le figure professionali più richieste in provincia di Trento (21.290 ingressi), in diminuzione rispetto al 2021 (-2,7%), seguite dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (10.110, +21,2%) e dagli addetti alle vendite (4.920, +13,1%). Al 4/o posto vi sono i conduttori di veicoli a motore (2.820, -4,1%). Dopo la pandemia è cresciuto il “mismatch” tra domanda e offerta di lavoro. In Trentino la difficoltà di reperimento ha riguardato il 47,9% delle figure ricercate (+7,4% rispetto al dato nazionale). Secondo le imprese, la motivazione è stata la mancanza di candidati (33,6%), inadeguata preparazione (10,8%) e altri motivi (3,5%). Le maggiori difficoltà sono state rilevate nella ricerca di operai specializzati (63,6% dei casi). La qualifica che ha garantito maggiori sbocchi lavorativi è stata il diploma professionale (47%). Solo un’offerta lavorativa su sette è stata invece destinata a candidati in possesso di una laurea (13,9%), preferibilmente conseguita nell’ambito della formazione, in quello economico e a indirizzo sanitario e paramedico. Si è registrato infine un aumento delle richieste di lavoratori con la sola scuola dell’obbligo, per l’aumento della domanda di personale non qualificato (+18,1%).

(ANSA).