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24 Dic 2022

Carcere Trento: istituire Provveditorato per avere garanzie

Sovraffollamento, difficoltà a garantire visite ed esami esterni al carcere per l’ assistenza sanitaria, attività lavorative e percorsi di riabilitazione e reinserimento. È quanto riferiscono i consiglieri provinciali Michele Dallapiccola, Paola Demagri e Paolo Zanella in seguito alla visita nel penitenziario di Spini di Gardolo a Trento, dove sono stati accompagnati dall’avvocato Fabio Valcanover. “Ad oggi nella struttura di Spini sono presenti 343 detenuti di cui 35 donne e 198 stranieri – spiega la consigliera -. Si tratta di quasi 110 persone in più rispetto a quelle previste dal protocollo firmato da Ministero e Pat. Questo ovviamente si traduce in una serie di gravi problematiche lesive della dignità e del benessere sia dei detenuti che del personale”.

Oltre al noto problema del sovraffolamento e alla mancanza di agenti della Polizia penitenziaria, “rimane critica anche la mancanza di educatori, che, anzi, peggiora. Già quest’estate erano rimasti solo 3 educatori, invece che i 6 preventivati, ma oggi in servizio ne rimangono solo 2”, denunciano i consiglieri. Solo 162 detenuti (il 48%) possono inoltre usufruire del servizio di lavoro. Sono invece 70 i detenuti che soffrono di vari disagi psicologici, a cui si aggiungono problemi di tossicodipendenza. Il 90% dei detenuti si sottopone a cure ansiolitiche e psichiatriche, ma l’assistenza non è abbastanza. “Non possiamo chiedere un aumento della Polizia Penitenziaria, non essendo questa facoltà della Provincia, ma possiamo far sentire la nostra voce nel chiedere maggiore assistenza sanitaria o l’istituzione del Provveditorato sul territorio provinciale, per dare più garanzie e possibilità di confronto e di interventi concreti”, commentano i consiglieri.

(ANSA).