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07 Dic 2022

Rallenta la crescita economia in Trentino

La preoccupazione per il futuro frena gli investimenti delle imprese: è quanto emerge dall’indagine congiunturale del terzo trimestre 2022 – curata dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento – che mette in luce un sensibile rallentamento dell’economia locale rispetto ai primi sei mesi dell’anno, con la crescita dimezzata rispetto al periodo precedente.

I giudizi degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda sono attualmente ancora positivi, mentre i giudizi in prospettiva evidenziano un marcato peggioramento. “I dati dell’indagine trimestrale sulla congiuntura – commenta il segretario generale Alberto Olivo – confermano un quadro economico in decelerazione. Preoccupano i giudizi degli imprenditori in termini prospettici, che lasciano ormai intravvedere una fase recessiva nell’ultima parte dell’anno o nei primi mesi del 2023, e allarma il dato in base al quale oltre il 5% delle imprese ritiene a rischio il proseguimento dell’attività aziendale, se i rincari dei beni energetici e delle materie prime dovessero proseguire ancora per qualche mese. L’intensità e durata della prossima fase di crisi, che appare ormai molto probabile, dipenderà dall’evoluzione dello scenario geopolitico internazionale nel breve e medio termine”.

Nel terzo trimestre dell’anno – rende noto l’ente camerale – il fatturato delle imprese esaminate cresce dell’8,8% rispetto all’analogo trimestre 2021: variazione decisamente più contenuta rispetto a quelle rilevate nei primi due trimestri (+16,6% e 15,3%) e influenzata da una forte componente inflazionistica.

L’occupazione evidenzia una crescita lieve (+0,9%) e meno sostenuta rispetto ai trimestri precedenti (+2,1% nel 2° trimestre). Le variazioni positive più marcate nel manifatturiero e nei trasporti. Si riducono, invece, gli addetti del commercio e delle costruzioni. L’andamento occupazionale nelle piccole imprese fino a 10 addetti è negativo (-2,3%), mentre cresce tra le medie (11-50 addetti) e le grandi imprese (oltre 50), con aumenti pari a +2,4% e a +2,8%.

(ANSA).