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29 Nov 2022

Ieri la serata conclusiva di Biblioè Next Generation

Sold out il Teatro Sociale di Trento per l’incontro-spettacolo condotto dal comico Dario Vergassola, che ha chiuso l’edizione 2022 di Biblioè, l’iniziativa organizzata dall’Ufficio per il Sistema Bibliotecario Trentino che mira a far conoscere i numerosi servizi che le biblioteche offrono quotidianamente alla comunità trentina. Sul palco Lella Costa, Erica Liverani, Marino Bartoletti, Oscar Di Montigny, Stefano Musazzi, Luca Dal Pozzolo e dell’assessore all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti.

Un’edizione vivace e spumeggiante, ospitata nell’elegante cornice del Teatro Sociale, che ha visto un primo incontro per operatori, amministratori e addetti ai lavori finalizzato a riflettere sul ruolo di biblioteche e bibliotecari del futuro e questo secondo appuntamento rivolto ai cittadini per coinvolgere la comunità nel percorso di valorizzazione del prezioso patrimonio costituito dal Sistema Bibliotecario Trentino e dalla sua lunga storia. Un percorso che è solo all’inizio e che proseguirà con altre occasioni di ascolto, scambio, confronto.
L’evento è stato quasi una festa per l’atmosfera vivace, piena di energia, aperta proprio con l’allegria del brindisi della Traviata. Il comico Dario Vergassola ha condotto le danze, con il suo solito stile irriverente e imprevedibile, difficile da arginare anche per le traduttrici nella lingua italiana dei segni che pure hanno tenuto testa alle simpatiche provocazioni del conduttore.
Una girandola di battute, spunti, pensieri, riflessioni con Lella Costa, attrice, scrittrice, doppiatrice, Erica Liverani, cuoca, vincitrice della 5° edizione di Masterchef Italia, Marino Bartoletti, autore e giornalista sportivo, Oscar Di Montigny, scrittore, divulgatore e keynote speaker internazionale, Stefano Musazzi, “il Musazzi”, digital creator.
Con loro si è parlato di libri e di scrittori, di cultura e di custodia del sapere, di gratitudine e ironia, ma anche dell’importanza delle storie da narrare e da ascoltare, perché insegnano e possono ispirare. Anche quando sono interrotte, finite, perché è la vita stessa a finire, restano i segni che ognuno lascia e quei segni possono diventare nuove storie, nuove favole, nuove ispirazioni.
E quante storie custodiscono i libri? Quanta bellezza e quanto genio raccoglie anche una sola biblioteca?
Si è parlato, ovviamente, anche di lei, della biblioteca: luogo in trasformazione, spazio che sta cambiando e che per farlo al meglio, anche per andare maggiormente incontro ai giovani (che pure leggono, e molto), deve ascoltare i suoi ospiti – come suggerisce Luca Dal Pozzolo, direttore dell’Osservatorio culturale del Piemonte e responsabile delle attività di ricerca in Fondazione Fitzcarraldo – per coglierne meglio i bisogni e così costruire servizi che possano maggiormente corrispondere ai nuovi modi di fare e fruire cultura.
Col fine ultimo di portare più persone possibile in biblioteca, per abbattere quell’oltre 90% di Italiani che in biblioteca non ci vanno mai – come ha ricordato l’assessore all’istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti – e creare occasione di partecipazione e di condivisione comunitaria.

(Ufficio Stampa PAT)