Sostienici
17 Set 2022

Sla: l’approccio multidisciplinare aiuta di più i malati

È la relazione sinergica tra ricerca, cura, assistenza e partecipazione attiva dei pazienti e delle loro famiglie, la strada che può portare a ricadute concrete nella vita delle persone con Sclerosi laterale amiotrofica. È quanto emerso dall’incontro “Sololavorandoassieme”, svoltosi oggi pomeriggio nel Polo Ferrari 2 dell’Università di Trento, promosso dal Cibio dell’ateneo con Fondazione italiana per la Sla Ets, Apss e il Centro clinico NeMO, impegnato nell’assistenza e nella cura delle persone con malattie neuromuscolari. “Questo approccio multidisciplinare nasce per dare risposte alla complessità di una patologia neurodegenerativa molto grave, come la Sla, per cui non esiste al momento una terapia efficace e che in Italia coinvolge 6.000 persone – ha spiegato Raffaella Tanel, neurologa Apss e del Centro NeMO Trento – Nella nostra regione, finalmente, stiamo affrontando la Sla come una vera cordata che affronta le scalate più impegnative”.

In Trentino Alto-Adige sono più di 100 le persone che convivono con la malattia, alle quali si uniscono le circa 630 dei territori del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, prevalentemente tra i 50 e 70 anni. E sul fronte della ricerca, sul territorio si è formata in questi anni una massa critica di ricercatori impegnata a studiare la SLA grazie anche all’investimento di AriSLA. “Dall’apertura del Centro, ci siamo presi cura di oltre 200 pazienti, di cui il 60% con SLA. Numeri che confermano il bisogno di continuare a dare risposte di cure, lavorando insieme”, ha detto Riccardo Zuccarino, direttore clinico del Centro Nemo Trento e fisiatra Centro ascolto Aisla. Domenica 18 settembre, in occasione della XV Giornata Nazionale Sla, Aisla lancia l’iniziativa “Un contributo versato con gusto”, una raccolta fondi che permetterà di erogare un contributo straordinario per i propri soci. Tutti i fondi raccolti saranno utilizzati per alleviare le conseguenze del caro energia.

(ANSA).