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13 Set 2022

Economia: crescono le esportazioni trentine

Nel secondo trimestre del 2022 le esportazioni trentine registrano una crescita del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite trentine all’estero sono costituite principalmente da prodotti dell’attività manifatturiera (quasi il 95% del valore complessivo). La quota maggiore è da attribuire ai “macchinari ed apparecchi” (19,4%), seguono i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (15,9%) e i “mezzi di trasporto” (13,0%). Complessivamente, queste tre categorie merceologiche rappresentano circa il 50% delle esportazioni provinciali.

Il dato – diffuso dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Trento – è sostanzialmente in linea con quello nazionale e del Nord Est (pari rispettivamente a 22,2% e 17,2%).
La variazione tendenziale del primo semestre si assesta invece su un +20,9% (+20,5% Nord Est e +22,5% Italia).
In linea con i dati dei trimestri precedenti, le importazioni registrano un aumento pari al 55,1%, con incrementi particolarmente rilevanti delle merci provenienti dalla Germania (+108 milioni) dai Paesi Bassi (+49 milioni) e dalla Cina (+30 milioni). Le principali quote di merci importate riguardano principalmente i “mezzi di trasporto”, con il 20,0%, seguiti da “sostanze e prodotti chimici” (15,0%) e “legno, prodotti in legno, carta e stampa” (12,5%).
Per quanto riguarda le destinazioni -precisano gli esperti della Camera di commercio – l’Unione europea (27 Paesi) si conferma essere il principale mercato di riferimento sia per le esportazioni, avendo assorbito il 58,2% del totale, sia per le importazioni, considerando che da essa proviene il 73,8% delle importazioni trentine. Considerando il valore dell’export, da diversi anni la graduatoria dei principali Paesi colloca al primo posto la Germania, mercato verso cui nel periodo aprile-giugno 2022 si sono dirette merci trentine per un valore complessivo di 228 milioni di euro, pari al 16,7% delle vendite effettuate sui mercati internazionali; seguono gli Stati Uniti con circa 183 milioni di euro (pari al 13,4% delle esportazioni complessive), la Francia con 135 milioni di euro (pari al 9,9%) e il Regno Unito con 118 milioni di euro (pari all’8,6%)

(ANSA)