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08 Set 2022

150 anni di Sat: da Campiglio ad Arco

La mostra «1872: l’alba della Sat», allestimento multimediale dedicato al 150° anniversario della fondazione della Società degli alpinisti tridentini, sarà inaugurata alle ore 18 di sabato 10 settembre nella sede della sezione di Arco della Sat.
La mostra sarà poi aperta tutti i giorni tranne il lunedì (giorno di chiusura) dalle 15 alle 19, fino al 10 ottobre. La biblioteca civica «Bruno Emmert» di Arco partecipa all’iniziativa e, in cordata con gli intenti culturali della mostra, propone ai propri visitatori una ricerca bibliografica storica dedicata.
Si tratta di un’esperienza immersiva da vedere e ascoltare per ripercorrere le vicende storiche della nascita della Sat, sottoscritta a Campiglio il 2 settembre del 1872, e la cui prima assemblea è stata convocata ad Arco pochi mesi dopo.

Una sala le cui pareti formano cinque grandi schermi in cui si intrecciano immagini storiche e fiction, dialoghi e musica. Protagonisti sono i due fondatori: Prospero Marchetti (Arco, 15 aprile 1822 – Arco, 14 maggio 1884), discendente da una facoltosa famiglia di Bolbeno stabilitasi ad Arco, di sentimenti filo italiani, primo presidente della Sat (impersonificato dall’attore Stefano Pietro Detassis), e Nepomuceno Bolognini (Pinzolo, 24 marzo 1823 – Milano, 18 luglio 1900), ufficiale garibaldino, primo vicepresidente della società (nel video, Massimo Lazzeri). E protagonisti sono i due luoghi: Madonna di Campiglio, dove la Sat fu fondata, e Arco, dove si tenne il primo congresso. Il tutto, in un contesto storico permeato dai contrasti fra il Trentino parte dell’impero austroungarico e le spinte irredentiste verso l’Italia. Un coinvolgente viaggio nel passato per sapere qualcosa in più sulle circostanze nelle quali nacque la Società degli alpinisti tridentini.
Tra i momenti salienti dell’esperienza immersiva, l’incontro di Marchetti e Bolognini all’imbocco della val Genova, dove decideranno di spendersi per l’avventura satina; Prospero Marchetti mentre scrive il discorso per la prima assemblea; vari excursus sulla realtà del tempo, senza dimenticare la presenza asburgica ad Arco e a Madonna di Campiglio; e il finale, di immagini e suoni, con l’elogio alla montagna e alla sua bellezza, oltre il tempo e la storia. La mostra è ideata e curata da Roberta Bonazza e Luciano Stoffella.