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12 Ago 2022

Dichiarato lo stato di calamità in Val di Fassa

La Giunta ha dichiarato lo stato di calamità per i territori dell’Alta Val di Fassa interessati dai danni causati dagli intensi fenomeni di maltempo dello scorso 5 agosto. Il documento è stato portato sui banchi dell’esecutivo dal presidente della Provincia autonoma di Trento. Le operazioni di accertamento dei danni sono tuttora in corso e non è dunque possibile – ad oggi – definire l’ammontare della spesa necessaria per gli interventi di ripristino e sistemazione. Quando la stima dei danni sarà completata, la Giunta provinciale stabilirà i criteri e le modalità di accesso a contributi e indennizzi per i danni causati dalla calamità. Intanto, sono in corso diversi lavori di ripristino in somma urgenza, guardando in particolare alla viabilità oltre che alla riduzione del rischio residuo, in regime di prevenzione urgente.

L’intenso nubifragio si era abbattuto in particolare sui comuni di Campitello di Fassa, San Giovanni di Fassa – Sèn Jan, Mazzin. Tra le 17.15 e le 19.45 del 5 agosto 2022 a Monzon erano stati misurati più di 123 millimetri di pioggia, di cui più di 100 millimetri caduti tra le 18.30 e le 19.30. Sul posto erano intervenuti i Vigili del fuoco volontari dei Distretti Fassa, Fiemme, Primiero, Valsugana e Tesino ed il Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento – con il supporto di Corpo forestale del Trentino, Arma dei carabinieri e Polizia locale – oltre al Dipartimento protezione civile, foreste e fauna con i Servizi competenti (Prevenzione rischi e Cue, Bacini montani e Geologico). Le persone evacuate da strutture ricettive e abitazioni erano state accolte per circa 24 ore in una struttura gestita dalla Croce Rossa.
Oltre a valutare la situazione sotto il profilo dei danni provocati, il sistema di Protezione civile del Trentino ha pianificato le attività di monitoraggio e organizzazione delle azioni di ripristino e ripresa delle normali condizioni di vita. Il maltempo ha causato criticità sul sistema della viabilità provinciale, in particolare a carico della SS 48 delle Dolomiti e della SP 238 di Moncion, che erano state chiuse al traffico per qualche ora. Le strutture provinciali e comunali competenti erano dovute intervenire inoltre sul sistema idraulico (Rio della Chiesa, Rio Udai, Rio Soial, Rio Dona, Rio Duron).

Gli scantinati e i garage di parecchie strutture erano stati invasi da fango e acqua; numerosissime erano state infatti le richieste di intervento dei Vigili del fuoco. Inoltre, diverse realtà ricettive turistiche risultano ora danneggiate dalle colate di fango, detriti e acqua che hanno attraversato i centri abitati.
I danni al patrimonio forestale hanno interessato le infrastrutture di tutti i tipi: strade, piste e sentieri. Il rilievo dei danni sulla rete sentieristica è al momento sommario, a causa della difficoltà di percorrenza di molti tratti interessati dai danneggiamenti. Risulta inoltre danneggiato il sistema di viabilità comunale, con la necessità di intervenire per il ripristino di numerose strade, nonché la rete idraulica di competenza comunale che richiede parecchie interventi per la riparazione dei danni e di sistemazione su cui si sta già lavorando in somma urgenza. Emerge inoltre la necessità di ripristinare alcuni versanti interessati da fenomeni di smottamento.

(Uff. Stampa PAT)