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13 Mag 2022

Papa Francesco: “Il dialogo ecumenico è un cammino”

Papa Francesco riceve in Udienza in Vaticano i Membri della Commissione Internazionale Anglicano-Cattolica Romana e consegna loro una parola: cammino.

E’ su questa parola che è incentrato il suo discorso. “La vostra Commissione di dialogo si è impegnata proprio a lasciare alle spalle ciò che compromette la nostra comunione e ad accrescere i legami che uniscono cattolici e anglicani. È stato un cammino, a tratti veloce, a volte lento e difficile. Ma, sottolineo, è stato, è e sarà un cammino”, dice il Papa.

Per il Pontefice, “il dialogo ecumenico è un cammino: è molto più, cioè, che parlare insieme. No, è fare: fare, non solo parlare. Fare.”. “Si tratta di conoscerci di persona e non soltanto sui libri, di condividere traguardi e stanchezze, di sporcarci le mani soccorrendo insieme i fratelli e le sorelle feriti che giacciono scartati ai bordi delle strade del mondo, di contemplare con un unico sguardo e custodire con il medesimo impegno il creato che ci circonda, di incoraggiarci nelle fatiche della marcia”, continua Papa Francesco.

“Sempre a proposito della concretezza del cammino, vorrei raccomandare alla vostra preghiera una tappa importante. L’Arcivescovo Justin Welby e il Moderatore della Chiesa di Scozia, due cari Fratelli, saranno i miei compagni di viaggio quando, tra poche settimane, potremo finalmente recarci in Sud Sudan. Un viaggio rimandato per le difficoltà del Paese. Ma il mio fratello Justin invia la moglie, prima, a fare le opere di preparazione e di carità. E questo è il bel lavoro che fa lui, come coppia, con la moglie: la ringrazio tanto. Sarà un pellegrinaggio ecumenico di pace.”, dice il Papa che effettuerà questo pellegrinaggio a luglio.

Un’altra parola che il Pontefice consegna ai presenti è dono. “Se il cammino indica la modalità, il dono rivela l’anima dell’ecumenismo. Ogni ricerca di una comunione più profonda non può infatti che essere uno scambio di doni, dove ognuno assimila come proprio quanto Dio ha seminato nell’altro”, aggiunge Papa Francesco.

“La domanda che sorge è: qual è l’atteggiamento giusto perché uno scambio di doni non si riduca a una sorta di atto formale, di circostanza? Parlare con franchezza di questioni ecclesiologiche ed etiche, confrontarsi su quanto ci scomoda, è rischioso, potrebbe aumentare le distanze anziché favorire l’incontro. Pensiamo, invece, che ciò richiede, quali condizioni fondamentali, l’umiltà e la verità. Così si comincia, ammettendo con umiltà e onestà le proprie fatiche. Questo è il primo passo: non badare ad apparire belli e sicuri davanti al fratello, presentandosi a lui come sogniamo di essere, ma mostrargli con cuore aperto come siamo veramente”, aggiunge così il Papa nel suo discorso.

“E prima di finire, vorrei prendere una citazione che ha fatto il Vescovo su una frase mia: “L’unità è superiore al conflitto”. I conflitti ci chiudono. Non dobbiamo cadere nella schiavitù del conflitto. Per questo la strada dell’unità è superiore al conflitto. Invece, la crisi è buona: bisogna distinguere tra crisi e conflitto”, conclude a braccio il Papa.

(ACI Stampa)